Sto male, ma non so perché: da dove cominciare quando senti che qualcosa non va?

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Ci sono momenti in cui è facile capire cosa non va.

Hai mal di denti e chiami il dentista.

Ti fai male a una gamba e vai dal medico.

Hai un problema con il lavoro e sai esattamente quale situazione ti sta facendo stare male.

Poi ci sono periodi molto più difficili da spiegare.

Continui a lavorare.

Esci.

Ti occupi della famiglia.

Fai quello che hai sempre fatto.

Magari, guardandoti da fuori, nessuno direbbe che c’è qualcosa che non va.

Eppure tu lo senti.

Sei più stanco. Hai meno voglia. Pensi troppo. Dormi peggio. Ti irriti più facilmente. Una relazione che prima funzionava comincia a pesarti. Oppure semplicemente non ti senti più come prima.

E quando qualcuno ti chiede:

“Cos’hai?”

la risposta più sincera potrebbe essere:

“Non lo so.”

A volte la parte più difficile del malessere è proprio questa: sentire che qualcosa non va senza riuscire a capire da dove cominciare.

Come capire se c’è davvero qualcosa che non va?

Non è necessario arrivare a una crisi per iniziare ad ascoltarsi.

Un cambiamento persistente nel sonno, nell’energia, nell’umore, nelle abitudini, nelle relazioni o nel modo in cui affrontiamo le giornate può essere un segnale che merita attenzione.

Questo non significa necessariamente che ci sia una malattia o un disturbo.

Significa semplicemente che qualcosa è cambiato e vale la pena chiedersi perché.

Il problema è che spesso facciamo il contrario.

Aspettiamo.

“È solo un periodo.”

“Passerà.”

“Sono solo stanco.”

“Devo reagire.”

“Non ho nessun motivo per stare così.”

E continuiamo a fare tutto quello che dobbiamo fare.

Fino a quando ciò che inizialmente era una piccola sensazione diventa sempre più difficile da ignorare.

Perché a volte è difficile capire da dove viene il malessere?

Perché una persona non è fatta a compartimenti separati.

Quello che succede in un’area della nostra vita può influenzarne altre.

Pensiamo, per esempio, a una persona che dorme male.

Il primo problema che vede è il sonno.

Ma perché dorme male?

Potrebbe esserci una causa fisica che deve essere valutata da un professionista sanitario.

Potrebbero esserci abitudini che interferiscono con il riposo.

Potrebbe attraversare un periodo di forte stress lavorativo.

Potrebbe avere pensieri che continuano ad attivarsi quando finalmente si ferma.

Potrebbe vivere una relazione difficile.

Oppure potrebbe trovarsi nel mezzo di un cambiamento importante che non ha ancora elaborato.

E spesso più elementi possono essere presenti contemporaneamente.

Ecco perché la domanda:

“Qual è il mio problema?”

non sempre ha una risposta immediata.

È stress, un problema fisico o un momento difficile?

A volte tendiamo a cercare una sola spiegazione.

“È tutto stress.”

“È psicologico.”

“È sicuramente fisico.”

Ma corpo, mente, emozioni, relazioni e ambiente possono influenzarsi reciprocamente.

Questo non significa attribuire automaticamente un sintomo fisico alle emozioni o allo stress.

Sintomi fisici nuovi, importanti, persistenti o che preoccupano devono essere valutati da un medico o da un professionista sanitario qualificato.

Allo stesso modo, una sofferenza psicologica significativa merita l’attenzione di un professionista competente.

Guardare la persona nel suo insieme significa proprio questo: non escludere una parte per privilegiarne un’altra.

Quando continui a funzionare, ma non ti senti bene

Esiste poi una situazione particolarmente difficile da riconoscere.

È quella della persona che apparentemente continua a funzionare.

Si alza.

Lavora.

Organizza.

Risolve problemi.

Si prende cura degli altri.

Sorride.

E proprio perché riesce ancora a fare tutto questo pensa di non avere il diritto di dire:

“Non sto bene.”

Ma funzionare e stare bene non sono la stessa cosa.

Possiamo essere perfettamente capaci di portare avanti la nostra quotidianità e contemporaneamente sentirci stanchi, disorientati, soli o distanti dalla vita che stiamo vivendo.

Non serve aspettare di non riuscire più ad andare avanti per iniziare a fare chiarezza.

Vivere lontano da casa può influenzare il nostro benessere?

Sì, vivere lontano da casa può comportare cambiamenti che riguardano molto più della semplice distanza geografica.

Una nuova città o un nuovo Paese possono significare una lingua diversa, nuove abitudini, un’altra cultura, una rete sociale da ricostruire, la famiglia lontana e ruoli personali o professionali che cambiano.

Anche quando il trasferimento è stato desiderato.

Anche quando la nuova vita ci piace.

Anche dopo molti anni.

Chi vive lontano da casa può diventare molto bravo ad adattarsi.

Impara a risolvere.

A ricominciare.

A costruire nuove relazioni.

A muoversi tra culture differenti.

Ma adattarsi non significa necessariamente che ogni cambiamento sia stato elaborato.

E alcune difficoltà possono emergere molto tempo dopo.

A volte non pensiamo nemmeno di collegarle alla vita che abbiamo costruito lontano da casa.

“Ma io ho scelto questa vita. Perché dovrei stare male?”

Questa è una domanda importante.

Avere scelto qualcosa non significa doverne amare ogni conseguenza.

Puoi aver desiderato trasferirti e sentire nostalgia.

Puoi amare il Paese in cui vivi e sentirti straniero in alcuni momenti.

Puoi essere felice della tua indipendenza e avere bisogno della tua famiglia.

Puoi aver costruito una bellissima vita e attraversare comunque un periodo difficile.

Le due cose possono convivere.

Riconoscerlo non significa rinnegare le proprie scelte.

Significa accettare che il benessere non è uno stato permanente, ma un equilibrio che può cambiare insieme alla nostra vita.

A chi chiedere aiuto quando non sai quale aiuto ti serve?

Ed eccoci a una delle domande più difficili.

Se non so esattamente cosa mi sta succedendo, come faccio a sapere a chi rivolgermi?

Mi serve un medico?

Uno psicologo?

Un nutrizionista?

Devo semplicemente riposare?

Devo cambiare qualcosa nella mia vita?

È proprio qui che molte persone rimangono ferme.

Pensano di dover prima capire da sole quale sia il problema e solo dopo poter chiedere aiuto.

Ma non sempre funziona così.

A volte il primo aiuto di cui abbiamo bisogno non è ancora una soluzione.

È orientamento.

Uno spazio nel quale poter mettere sul tavolo quello che sta succedendo e iniziare a distinguere le diverse parti.

Prima della soluzione può servire fare chiarezza

Al Palazzo del Benessere siamo partiti proprio da questa idea.

Non sempre una persona arriva dicendo:

“Ho questo problema e mi serve questo professionista.”

Molto più spesso potrebbe arrivare dicendo:

“Non so bene cosa mi stia succedendo. So soltanto che così non mi sento più bene.”

Per questo il nostro approccio osserva diverse dimensioni della vita della persona: corpo, mente, emozioni, relazioni, dimensione energetica e dimensione spirituale, intesa come ricerca di senso, valori e significato dell’esperienza.

Non significa che ogni difficoltà abbia una causa in tutte queste aree.

E soprattutto questo tipo di osservazione non sostituisce una diagnosi medica o psicologica.

Serve a costruire una visione più ampia della situazione e a capire quali aspetti meritano maggiore attenzione e, quando necessario, quale professionista possa essere più indicato.

Che cos’è la Scansione 6D?

La Scansione 6D è il primo incontro di ascolto e orientamento del Palazzo del Benessere.

Nasce per le persone che sentono che qualcosa non va, stanno attraversando un cambiamento oppure desiderano comprendere meglio il momento che stanno vivendo.

Durante l’incontro osserviamo insieme sei dimensioni:

corporea, mentale, emotiva, relazionale, energetica e spirituale.

L’obiettivo non è assegnare un’etichetta alla persona né promettere di individuare una singola “causa nascosta” del malessere.

È cercare di costruire una mappa più chiara della situazione per comprendere da dove può essere utile iniziare.

Il percorso si svolge online, proprio perché il Palazzo è nato anche per poter accompagnare italiani che vivono lontano da casa, indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

Non devi necessariamente sapere già cosa ti serve

Forse è questa la cosa più importante.

Quando qualcosa non va, siamo abituati a cercare immediatamente una risposta.

Ma prima della risposta potrebbe esserci una domanda più utile:

“Che cosa sta succedendo, in questo momento, nelle diverse parti della mia vita?”

Potresti scoprire che il problema che avevi identificato era solo una parte della situazione.

Oppure che avevi bisogno di un professionista specifico.

O semplicemente che era arrivato il momento di fermarti e ascoltare qualcosa che stavi rimandando da tempo.

Chiedere aiuto non significa necessariamente sapere già cosa chiedere.

A volte basta riuscire a dire:

“Non so da dove cominciare. Ma voglio capirlo.”

Ed è già un primo passo.

Senti che qualcosa non va, ma non sai da dove iniziare?

Il Palazzo del Benessere è uno spazio online di ascolto e orientamento pensato in particolare per gli italiani che vivono lontano da casa e stanno attraversando un momento di cambiamento o di difficoltà.

Con la Scansione 6D osserviamo insieme le diverse aree della tua vita per aiutarti a fare chiarezza sul momento che stai vivendo e capire quali potrebbero essere i passi successivi.

SCANSIONE 6D